lunedì 8 ottobre 2007

ANDU: Stato giuridico alla Camera

Nella Commissione Cultura della Camera e' iniziata la discussione delle proposte di legge riguardanti la riforma dello stato giuridico delle docenza universitaria. Le proposte di legge sono la n. 1969 di Tessitore e Altri (v. nota 1) e la n. 2446 di Migliore e Altri (v. nota 2).
In vista dell'Audizione prevista per il 10 ottobre 2006, l'ANDU ha inviato ai Componenti della Commissione l'allegato documento che contiene il commento alle due proposte di legge e la proposta dell'ANDU.

- Nota 1. Per leggere la proposta de legge n. 1969:
http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0019220.pdf
- Nota 2. Per leggere la proposta de legge n. 2446:
http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0024730.pdf

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ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

Su PDL n. 1969 (Tessitore e Altri) e n. 2446 (Migliore e Altri)

(segue la proposta dell'ANDU sulla docenza universitaria)

== Su PDL n. 1969 (Tessitore e Altri)

La PDL n. 1969 propone alcune significative modifiche agli attuali concorsi che, se approvate, riuscirebbero a peggiorare perfino quanto previsto dalle Leggi Berlinguer e Moratti.

L'obiettivo principale della PDL e' quello di precarizzare i docenti di ruolo prevedendo la possibilita' ogni sei anni di espellerli dall'Universita' (comma 2 dell'art. 5), come gia' previsto nel disegno di legge presentato al Senato dallo stesso Tessitore e da altri all'inizio della scorsa legislatura e poi nel disegno di legge Modica-Tocci sull'Agenzia per la valutazione. Si tratta di un gravissimo attacco all'autonomia soprattutto dei docenti universitari appartenenti alle fasce
degli associati e dei ricercatori, che sarebbero ancora piu' subordinati al controllo gerarchico, accademico e umano.

Un altro obiettivo della PDL e' quello di farla finita con ogni ipotesi (a parole ampiamente condivisa) di netta distinzione tra reclutamento e avanzamento nella carriera dei docenti, riconfermando invece la divisione in tre ruoli (e tre organici) distinti della docenza universitaria e il passaggio da una fascia all'altra attraverso altri concorsi.

La PDL 'corregge'in parte la Legge Moratti eliminando ogni sorteggio per la composizione delle commissioni che devono compilare le liste nazionali di idoneita' - che, come sembra, rimarranno a numero chiuso (lettera c, art. 2) e saranno di piu' breve durata (due anni) -, attribuendo cosi' maggiore potere ai gruppi accademici dominanti sul piano nazionale.

La PDL demanda ai singoli Atenei l'individuazione delle "procedure di chiamata" (comma 2, art. 4) da parte di indeterminate "strutture universitarie competenti" (comma 1, art. 4).
Con la differenziazione per ogni singolo Ateneo delle procedure di quello che rappresenta il vero concorso, si va decisamente verso la 'dismissione' di uno stato giuridico nazionale dei docenti universitari e la 'connessa' abolizione dell'Universita' statale e nazionale. Inoltre, mantenendo a livello locale la scelta ultima dell'assunzione, si conserva il carattere localistico del reclutamento e della carriera dei docenti, che sta alla base del nepotismo e della dipendenza scientifica e umana dal 'maestro', il quale continuera' a scegliere chi e quando reclutare e chi e quando promuovere. Tale controllo gerarchico, personale e diretto, viene enormemente accresciuto con le verifiche periodiche - con possibilita' di espulsione dall'Universita' - date in mano ai "Nuclei di valutazione" locali (comma 2, art. 5).

La PDL attribuisce un ruolo al Senato Accademico nell''assunzione definitiva dei docenti (comma 3, art. 4), andando cosi' incontro alla proposta della trasversale Fondazione TreeLLLe, che vorrebbe attribuire l'intero potere della chiamata all'Organismo di Ateneo.

Un'altra novita' e' quella che i docenti non sarebbero piu' inquadrati nelle Facolta', ma "nei corsi di laurea competenti" (comma 1, art. 5), invece che nei Dipartimenti, come sarebbe piu' logico.

La PDL mantiene la composizione corporativa delle commissioni nazionali prevedendo la presenza in esse di rappresentanti delle 'fasce basse' per i concorsi ad associato e a ricercatore (art. 7).

Siamo di fronte a una vera e propria controriforma della docenza universitaria che, se dovesse essere recepita dal Ministro, richiederebbe una mobilitazione del mondo universitario ancora piu' dura di quella espressa contro il DDL Moratti.


== Su PDL n. 2446 (Migliore e Altri)

La PDL n. 2446 ha contenuti ampiamente convergenti con le posizioni dell'ANDU:
1. "ruolo unico articolato in tre fasce" (art. 1), con "i medesimi diritti e gli stessi doveri" (comma 1, art. 3);
2. trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia (art. 1, comma 1, lettera a);
3. una sola conferma (comma 2, art. 1);
4. reclutamento attraverso concorsi nazionali, con i componenti delle commissioni sorteggiati (commi 1 e 2, art. 7);
5. passaggio di fascia attraverso giudizi nazionali (art. 8).

Negativa e' invece la previsione della composizione delle commissioni per i concorsi alla terza fascia per la presenza in esse di rappresentanti della fascia degli associati (comma 2, art. 7).

== Proposta dell'ANDU sulla docenza universitaria

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare.

Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.

Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.

Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita', ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.

Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla di figure precarie.

Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.

Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.

La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.

Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.

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= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con oggetto "notizie ANDU"
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http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
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http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.php?name=News&file=categories&op=newindex&catid=66

= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf

== I documenti dell'ANDU sono inviati al Ministero, ai Parlamentari, ai Presidi, ai Rettori, a circa 14.000 Professori, Ricercatori, Assistenti, Dottori e Dottorandi di ricerca, Studenti e agli Organi di informazione.