venerdì 30 ottobre 2009
[ricercatori unimore] CNRU: Disegno di Legge Gelmini
giovedì 29 ottobre 2009
FLC-CGIL: Il Consiglio dei Ministri approva il DDL di riforma dell'Università
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mercoledì 28 ottobre 2009
PRC: COMUNICATO STAMPA - DDL Gelmini

martedì 27 ottobre 2009
ANDU: "Nobel contro numero chiuso"
'incostituzionale'", sulla Stampa dl 26 ottobre
2009. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-10/091026/NSB6S.tif
== Diffondiamo altri nuovi messaggi sui test
d'ingresso inviatici da Giampaolo Cerri di
Campus, Franco Quadrifoglio dell'Universita' di
Udine e Teresa Ciapparoni La Rocca
dell'Universita' "La Sapienza" di Roma. I
messaggi continuano il confronto gia' avviato.
Cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article24238.html
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da Giampaolo Cerri di Campus:
"Vi giro l'editoriale di Campus settembre sul tema.
Un'idea per il jackpot dei test
Crescono, gli iscritti ai test dei corsi
a numero chiuso. Ovunque, si segnalano incrementi
dell'ordine del 10-15%. Si e' diffusa l'idea che
un titolo meno infl azionato sia piu' spendibile
sul mercato del lavoro. Ma non è di questo che
vogliamo parlare. Il punto e' che quasi tutti gli
atenei, a eccezione di Ancona, Bolzano, Verona,
Teramo e Trento, chiedono allo studente il
pagamento di un prezzo, che va dai 10 euro di
Catania ai 100 di Luiss e Bocconi e 120 del San
Raffaele.
Celebrando il boom dei preiscritti, nei
giorni scorsi il Politecnico di Milano aveva
diramato una nota in cui si poteva leggere:
«(...) un Jackpot vincente per l'ateneo, che
sara' però incassato dalle future matricole in
cerca di un posto di lavoro sicuro e
soddisfacente».
E bingo l'ha fatto davvero il rettore
Ballio, che con i 13 mila e passa iscritti ai
test, per 50 euro di tassa, mette in cassa 682
mila euro.
Gli atenei, calcolando una media di 42
euro per circa 350 mila «testati» (stimando un +
10% sul 2008), incassano 14,7 milioni a fronte di
costi risibili (spesso i test vengono preparati
internamente).
Perche', con queste risorse, non si organizzano
corsi estivi di preparazione, magari gestiti
dagli studenti senior?
Giampaolo Cerri"
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da Franco Quadrifoglio dell'Universita' di Udine:
"Sono d'accordo con Cannarozzo:
affrontare il problema dei test con
superficialita' e' stupido. Io lavoro in Facoltà
di Medicina. Potete
pensare che sia possibile insegnare senza la
selezione all'ingresso? In quali aule? in quali
corsie? con quanti professori? Per fare 40.000
medici
all'anno? Per quale Sanita'? Chi li paga? E se si
eliminano i test (come ha spesso proposto la
Conferenza dei Presidi di Medicina) che, per
quanto criticabili, danno almeno un risultato
oggettivo, chi pensate che farebbe le selezione?
Quanti figli di medici sarebbero iscritti a
scapito di altri?
Non riducete tutto alla spesa (50 euro a Udine)!
Franco Quadrifoglio"
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da Teresa Ciapparoni La Rocca dell'Universita' "La Sapienza" di Roma:
"Cari colleghi,
in effetti sono molto contraria al test
d'ingresso perche' non sana la situazione ne'
riesce veramente a stimolare gli studenti medi a
non essere 'mediocri'. L'unica vera possibilita'
di dare un senso ad un ostacolo posto all'accesso
agli stludi universitari dovrebbe essere nel
precedente curriculum.
Anni addietro un'amica che vive in Irlanda mi
disse che se uno studente non aveva conseguito
una certa media non poteva accedere a certe
facolta'. Quindi si potrebbe stabilire: chi non
consegue almeno (facciamo il caso delle materie
umanistiche) 7 su 10 (ma esiste ancora questa
valutazione? onestamente non lo so) non puo'
entrare de plano in facolta' umanistiche, se non
passando attraverso un esame di ammissione
(facciamo il caso che la sua commissione sia
stata troppo severa).
Ci eviteremmo i test per stabilire che,
nonostante li abbiano ritenuti maturi, non sanno
l'italiano. In tali condizioni non possono
infatti approfondire quegli studi, fare
traduzioni etc. E le universita' potrebbero
evitare l'enorme spreco di energie per
'recuperarli'. Ma se non hanno potuto/voluto
imparare nei cinque anni di superiori, come
possiamo recuperarli in qualche mese? Li
recuperassero prima, con sane bocciature quando
necessarie, con adeguata didattica come richiesto.
Teresa Ciapparoni La Rocca"
ANDU: 'Nuovo' DDL 'governance' e reclutamento
giovedì 22 ottobre 2009
ANDU: "Test d'ingresso: discutiamone, ma serenamente"
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da Marcella Cannarozzo dell'Universita' di Palermo:
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da Maria Rosaria Volpe dell'Universita' Federico II di Napoli:
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da Luca d'Agostino dell'Universita' di Pisa:

