venerdì 30 ottobre 2009

[ricercatori unimore] CNRU: Disegno di Legge Gelmini

Cari colleghi,

oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo del Disegno di Legge della Gelmini sull'Università. Il testo del DdL, che risale al 22 ottobre scorso, lo potete trovare al

Non dovrebbero esserci variazioni al testo approvato. In ogni caso potete leggere i primi commenti, ad esempio, dal Corriere della Sera al sito

A tale proposito la parte intitolata BASTA
RICERCATORI A VITA è completamente fuorviante e assolutamente diversa da ciò che è previsto nel testo di legge.

Inutile sottolineare la totale assenza di norme sullo stato giuridico dei ricercatori attuali.

cordialmente
Marco Merafina
Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari

giovedì 29 ottobre 2009

FLC-CGIL: Il Consiglio dei Ministri approva il DDL di riforma dell'Università

Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

Cari colleghi,

vi segnaliamo sul nostro sito il testo del Disegno di Legge sull'Università presentato in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre ed un primo commento della FLC Cgil.
Saluti
FLC Cgil Nazionale

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mercoledì 28 ottobre 2009

PRC: COMUNICATO STAMPA - DDL Gelmini







Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Dichiarazione di Fabio de Nardis, responsabile nazionale università e ricerca Prc-Se
DE NARDIS (PRC): La riforma Gelmini è un vero pastrocchio
Nel Consiglio dei Ministri di oggi (28 ottobre) la Ministra Gelmini presenterà il suo Disegno di Legge che dovrebbe rivoluzionare il sistema universitario pubblico ma che si configura in realtà come un vero pastrocchio che non avrà vita facile nel suo iter parlamentare. Il sistema di governo degli atenei verrà asservito agli interessi dei privati attraverso una riforma dei consigli di amministrazione, il ruolo degli studenti verrà ulteriormente ridimensionato e un colpo di accetta verrà sferrato sulla testa dei ricercatori precari. La scelta di mettere ad esaurimento il ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato sarebbe infatti ipotizzabile se ci fosse se non altro la volontà politica di investire risorse sui nuovi reclutamenti, ma questo non sembra rientrare nei disegni del governo Berlusconi. I concorsi universitari sono bloccati da anni e i tagli criminali alle università ital iane impedirà loro di bandire nuovi posti ancora per molto tempo. Scarse saranno le opportunità di accesso dei giovani ricercatori e nessuna risposta seria si dà ai ricercatori precari di lunga data che da anni vengono sfruttati e ricattati da un sistema universitario che contribuiscono materialmente e tenere in piedi.
Rifondazione Comunista non starà a guardare e metterà da subito le proprie strutture al servizio del movimento unitario che lotta dallo scorso anno contro lo scempio portato avanti dalla Ministra e per una università pubblica, di massa e di qualità.


martedì 27 ottobre 2009

ANDU: "Nobel contro numero chiuso"

== Segnaliamo l'articolo "I Nobel contro il numero chiuso:
'incostituzionale'", sulla Stampa dl 26 ottobre
2009. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-10/091026/NSB6S.tif

== Diffondiamo altri nuovi messaggi sui test
d'ingresso inviatici da Giampaolo Cerri di
Campus, Franco Quadrifoglio dell'Universita' di
Udine e Teresa Ciapparoni La Rocca
dell'Universita' "La Sapienza" di Roma. I
messaggi continuano il confronto gia' avviato.
Cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article24238.html

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da Giampaolo Cerri di Campus:

"Vi giro l'editoriale di Campus settembre sul tema.

Un'idea per il jackpot dei test

Crescono, gli iscritti ai test dei corsi
a numero chiuso. Ovunque, si segnalano incrementi
dell'ordine del 10-15%. Si e' diffusa l'idea che
un titolo meno infl azionato sia piu' spendibile
sul mercato del lavoro. Ma non è di questo che
vogliamo parlare. Il punto e' che quasi tutti gli
atenei, a eccezione di Ancona, Bolzano, Verona,
Teramo e Trento, chiedono allo studente il
pagamento di un prezzo, che va dai 10 euro di
Catania ai 100 di Luiss e Bocconi e 120 del San
Raffaele.
Celebrando il boom dei preiscritti, nei
giorni scorsi il Politecnico di Milano aveva
diramato una nota in cui si poteva leggere:
«(...) un Jackpot vincente per l'ateneo, che
sara' però incassato dalle future matricole in
cerca di un posto di lavoro sicuro e
soddisfacente».
E bingo l'ha fatto davvero il rettore
Ballio, che con i 13 mila e passa iscritti ai
test, per 50 euro di tassa, mette in cassa 682
mila euro.
Gli atenei, calcolando una media di 42
euro per circa 350 mila «testati» (stimando un +
10% sul 2008), incassano 14,7 milioni a fronte di
costi risibili (spesso i test vengono preparati
internamente).
Perche', con queste risorse, non si organizzano
corsi estivi di preparazione, magari gestiti
dagli studenti senior?

Giampaolo Cerri"

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da Franco Quadrifoglio dell'Universita' di Udine:

"Sono d'accordo con Cannarozzo:
affrontare il problema dei test con
superficialita' e' stupido. Io lavoro in Facoltà
di Medicina. Potete
pensare che sia possibile insegnare senza la
selezione all'ingresso? In quali aule? in quali
corsie? con quanti professori? Per fare 40.000
medici
all'anno? Per quale Sanita'? Chi li paga? E se si
eliminano i test (come ha spesso proposto la
Conferenza dei Presidi di Medicina) che, per
quanto criticabili, danno almeno un risultato
oggettivo, chi pensate che farebbe le selezione?
Quanti figli di medici sarebbero iscritti a
scapito di altri?
Non riducete tutto alla spesa (50 euro a Udine)!

Franco Quadrifoglio"

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da Teresa Ciapparoni La Rocca dell'Universita' "La Sapienza" di Roma:

"Cari colleghi,
in effetti sono molto contraria al test
d'ingresso perche' non sana la situazione ne'
riesce veramente a stimolare gli studenti medi a
non essere 'mediocri'. L'unica vera possibilita'
di dare un senso ad un ostacolo posto all'accesso
agli stludi universitari dovrebbe essere nel
precedente curriculum.
Anni addietro un'amica che vive in Irlanda mi
disse che se uno studente non aveva conseguito
una certa media non poteva accedere a certe
facolta'. Quindi si potrebbe stabilire: chi non
consegue almeno (facciamo il caso delle materie
umanistiche) 7 su 10 (ma esiste ancora questa
valutazione? onestamente non lo so) non puo'
entrare de plano in facolta' umanistiche, se non
passando attraverso un esame di ammissione
(facciamo il caso che la sua commissione sia
stata troppo severa).
Ci eviteremmo i test per stabilire che,
nonostante li abbiano ritenuti maturi, non sanno
l'italiano. In tali condizioni non possono
infatti approfondire quegli studi, fare
traduzioni etc. E le universita' potrebbero
evitare l'enorme spreco di energie per
'recuperarli'. Ma se non hanno potuto/voluto
imparare nei cinque anni di superiori, come
possiamo recuperarli in qualche mese? Li
recuperassero prima, con sane bocciature quando
necessarie, con adeguata didattica come richiesto.

Teresa Ciapparoni La Rocca"

ANDU: 'Nuovo' DDL 'governance' e reclutamento

Venerdi' 23 ottobre 2009 il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto approvare il "Disegno di legge in materia di organizzazione e qualita' del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio".
Come e' noto, il Consiglio e' stato rinviato per l'assenza del suo Presidente.
Il testo del disegno di legge e' stato comunque esaminato dal "pre-consiglio".
Sul significato e sui contenti del DDL l'ANDU esprimera' presto una articolata valutazione.
Si ricorda che Ministro non ha mai voluto confrontarsi con le rappresentanze universitarie su una bozza ufficiale del provvedimento, prima che esso venisse presentato in Consiglio dei Ministri.
Per leggere il testo del diseggno di legge che dovrebbe essere approvato in un prossimo Consiglio dei Ministri cliccare (senza interrompere i caratteri!):
oppure

giovedì 22 ottobre 2009

ANDU: "Test d'ingresso: discutiamone, ma serenamente"

Diffondiamo un intervento sui test d'ingresso inviatoci da Marcella Cannarozzo, dell'Universita' di Palermo. Cannarozzo si riferisce all'intervento di Fabio Luppino "Test d'ingresso via al carosello. Ci guadagnano solo gli atenei", sull'Unita' del 19 ottobre 2009. Per leggere l'intervento di Luppino cliccare:

Riportiamo piu' sotto anche i messaggi di Maria Rosaria Volpe, dell'Universita' Federico II di Napoli, e di Luca d'Agostino, dell'Universita' di Pisa, che si riferiscono sempre all'intervento di Fabio Luppino

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da Marcella Cannarozzo dell'Universita' di Palermo:

"Possiamo discutere serenamente circa l'utilita' o meno dei test di ingresso ed il proliferare di costosissimi corsi per la preparazione ai test, evidenziare le pecche di questo nuovo sistema di reclutamento e selezione, ma non e' questo lo spirito dell'articolo di Luppino.
Siamo, ahime', in presenza dell'ennesimo pezzo scritto con superficialita', pieno zeppo di quei luoghi comuni lamentati proprio dall'autore e soprattutto che non fa nessun distinguo tra facolta' e facolta', tra ateneo e ateneo.
"Ogni esame ha un prezzo che ruota attorno ai 150 euro" dichiara Luppino. "Ruota attorno" vuol dire che ci sono atenei che fanno pagare di meno e atenei che fanno pagare di piu' ma mediamente la cifra e' quella. Mi piacerebbe sapere dove accade questo. A me risultano cifre estremamente piu' basse, 30-50 Euro. Probabilmente la mia informazione e' parziale ma temo fortemente che anche quella dell'informatissimo giornalista, che dovrebbe fare "informazione", non e' piu' completa. "Ci guadagnano solo gli atenei". Si e' chiesto Luppino quanto costa all'universita', in termini di spesa e di tempo, la preparazione e la gestione dei test di ingresso?
"I quiz non cadono mai nello stesso giorno". Secondo l'autore si tratta di un espediente per far si che lo studente partecipi a piu' test di ingresso, e in effetti e' così. Si tratta di un espediente per permettere allo studente che VUOLE partecipare a piu' test di ingresso, di poterlo fare.
Chiediamoci piuttosto come mai uno studente oggi voglia partecipare sia al test di ingegneria, sia a quelli di odontoiatria e di psicologia. Come mai e' disposto ad iscriversi a qualsiasi facolta' pur di iscriversi all'universita'. Non ha delle preferenze? Delle ambizioni, dei progetti per il suo futuro? Non si accorge di avere delle attitudini per un tipo di studio piuttosto che per un altro? Questa e' una bella domanda da farci cercando di rispondere con dati alla mano e non riempiendoci la bocca ancora una volta di luoghi comuni.
Luppino prosegue presupponendo che chi si occupa di preparare i test di ingresso sia una persona, o un gruppo di persone, che agisce in modo arbitrario, sospinto da chissa' quale subdola motivazione. Forse mi sbaglio ma cos'altro può significare "piu' della meta' delle domande dei test non ha alcuna ragione legata alla facolta' che si sta per iniziare"? Perche' piuttosto non e' andato ad indagare sul lavoro che c'e' dietro la preparazione dei test, da lui dichiarati "idioti"? Se ci sono studi sui risultati?
La ciliegina sulla torta e' l'ultimo trafiletto in cui viene riportato il caso (scandaloso?) della studentessa di medicina che lamenta di essere stata "fermata" per ben due anni al test di medicina e che adesso finalmente, riuscita a passare, ha fatto un brillante esame di Anatomia. Mi chiedo cosa vuole dimostrare raccontandoci questo interessante episodio.
Luppino, avrebbe potuto fare molto di piu' e dare un reale contributo alla questione che pare gli stia a cuore. Invece ha fatto un articoletto che non serve a nulla se non a coloro che vogliono essere nutriti da questo tipo di "cibo".

Marcella Cannarozzo
Facolta' di Ingegneria
Universita' di Palermo"

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da Maria Rosaria Volpe dell'Universita' Federico II di Napoli:

"Sento parlare delle vergogna dei test d'ingresso solo da Voi dell'ANDU e per la prima volta anche da persone di grande spessore come i premi Nobel in un appello firmato da 1000 persone, se non sbaglio.
I test non solo sono una grande bufala perche' non servono per capire la capacita' dello studente, ma toglie a molti la possibilita' di esprimersi al meglio, oltre a tutti gli interessi che circolano attorno ai test. Vi chiedete perche' non si fa una battaglia seria?? Forse perche' si andrebbero a toccare gli interessi di cui sopra."

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da Luca d'Agostino dell'Universita' di Pisa:

"Le prove di ammissione fatte come lo sono oggi, con margini di accettazione spesso inferiori all'incertezza dei risultati - anche ammettendone molto ottimisticamente la pertinenza - sono estremamente aleatori, e quindi iniqui.
Essendo d'altra parte ragionevole nell'interesse di tutti (comprese le famiglie degli studenti) ridurre il numero delle matricole che rimarrebbero tali a vita, le prove di ammissione potrebbero essere mantenute a condizione di essere meno irragionevolmente selettive o, meglio ancora, rese inutili da una seria istruzione superiore."

mercoledì 21 ottobre 2009

ANDU: "L'idiozia dei test d'ingresso"

Segnaliamo l'intervento di Fabio Luppino

"Test d'ingresso via al carosello. Ci guadagnano solo gli atenei", sull'Unita' del 19 ottobre 2009.

Per leggere l'intervento cliccare:

mercoledì 14 ottobre 2009

CIPUR: L. 133/08 (Legge "Brunetta") - Ricorso D / 2009

Oggetto: L. 133/08 (Legge "Brunetta") - Attuazione della norma che prevede la discrezionalità delle amministrazioni nella concessione del trattenimento in servizio per due anni aggiuntivi.

PROPONIAMO RICORSO SOLO PER I COLLEGHI (Ordinari, associati, ricercatori) CHE
ALL'ATTO DELLA PROMULGAZIONE DELLA NORMA AVEVANO GIÀ OTTENUTO IL D.R. DI CONCESSIONE DEL TRATTENIMENTO IN SERVIZIO PER DUE ANNI AGGIUNTIVI (+2!)
PREMESSA
Come è ben noto i Rettori tendono a non concedere, in virtù della L. 133/08, i due anni aggiuntivi di servizio attivo a professori e ricercatori. La norma consente ciò ma la "discrezionalità" che introduce non consente una attuazione basata su generiche delibere di Consiglio o Senato riguardanti il complesso dei dipendenti.
Le determinazioni dell'amministrazione, quindi, dovrebbero essere fatte "ad personam". Ciò quasi sempre non avviene e le decisioni rettorali sono basate su delibere generiche degli organi accademici assolutamente impugnabili con successo. Però tali legittime reazioni, dopo un sicuro annullamento da parte dei TAR, altro non sortiscono, in generale, che dar luogo ad una ulteriore decretazione rettorale mirata che conferma ineluttabilmente la non concessione del prolungamento del servizio. Sconsigliamo, quindi, di procedere a ricorsi che alla fin fine si dimostrano inutili e quindi soltanto dannosi per il loro costo e per l'angustia che portano con sé.
Riteniamo invece opportuno e fattibile proporre un grande ricorso FINALIZZATO AL RICONOSCIMENTO DELLA INCOSTITUZIONALITÁ DEI COMMI 9 E 10 DELL'ART. 72 DELLA LEGGE n. 133 del 6 agosto 2008 che di fatto rendono tale legge illegittimamente retroattiva nella sua applicazione, facendo decadere le concessioni del "+2" già decretate prima della sua promulgazione. Il disposto dai punti citati infatti recita:
L. 133/08, art. 72
"9. Le amministrazioni di cui al comma 7 riconsiderano, con provvedimento motivato, tenuto conto di quanto ivi previsto, i provvedimenti di trattenimento in servizio già adottati con decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009.
10. I trattenimenti in servizio già autorizzati con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2010 decadono ed i dipendenti interessati al trattenimento sono tenuti a presentare una nuova istanza nei termini di cui al comma 7.".
Non può sfuggire l'evidente effetto retroattivo che si intende dare alla norma. Ciò in un contesto costituzionale nel quale la retroattività delle leggi non è consentita; se ai sensi del DL 503/92 un dipendente pubblico fa domanda di un trattenimento in servizio per ulteriori due anni e se la amministrazione (il rettore nel nostro caso) formalmente concede il "+2" con tanto di decreto o con opportuno atto amministrativo, a nostro avviso l'iter previsto dalla norma è concluso ed il risultato è un diritto soggettivo acquisito e i punti 9 e 10 sopra riportati sono pertanto incostituzionali.
Questo è il nostro convincimento. Pertanto si propone
RICORSO D/2009
RICORSO AL TAR LAZIO AFFINCHÉ SOLLEVI QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DEI COMMI 9 E 10 DELL'ART. 72 DELLA LEGGE N. 133/08
Precisiamo che tale ricorso riguarda solo i docenti (ordinari, associati, ricercatori) che avendo chiesto al proprio rettore, ai sensi del DL 503/92, il trattenimento in servizio per ulteriori due anni successivi alla data prevista per il loro pensionamento, avevano ottenuto il D.R. di concessione antecedentemente alla data del 6 agosto 2008 (indipendentemente dall'esplicito annullamento o meno del medesimo da parte del rettore e con evidente esclusione di coloro cui esplicitamente il rettore ha invece confermato la concessione del +2 successivamente a tale data).
La iniziativa interessa anche i colleghi prossimi alla (o già in) quiescenza: in caso di successo del procedimento, pur non potendo più usufruire del prolungamento del servizio, avranno acquisito il diritto al rimborso dei danni relativi ai due anni di attività non prestata.

MODALITA' DI PARTECIPAZIONE AL RICORSO D/2009
PARTE 1: ADESIONE DI MASSIMA

Risultando opportuno restringere ai soli interessati i dettagli della adesione, si invitano i medesimi ad esprimere il proprio interesse dando una PRIMA ADESIONE DI MASSIMA AL PROCEDIMENTO PROPOSTO INVIANDO tramite FAX n. 075-5008851 DELLA SEGRETERIA NAZIONALE CIPUR-Confsal, copia del Decreto Rettorale di CONCESSIONE DEL TRATTENIMENTO IN SERVIZIO PER I DUE ANNI AGGIUNTIVI a suo tempo ricevuto, entro e non oltre lunedì 9 novembre 2009.
Le comunicazioni successive saranno riservate a chi avrà dato la adesione di massima.
Cordiali saluti
Prof. Vittorio Mangione
Segreteria Nazionale CIPUR-Confsal
Via G. Tilli n. 58 - 06127 Perugia (PG) - Italy
Tel. +39 075 5008750-53 Fax +39 075 5008851
cipur@tin.it - www.cipur.it

sabato 10 ottobre 2009

ANDU: "Abolite il numero chiuso"

Sul numero chiuso segnaliamo:

- l'articolo "Appello al Governo. Tre Nobel e seicento docenti: 'Abolite il numero chiuso", sul Messaggero del 10 novembre 2009. Per leggere l'articolo cliccare:

- la lettera del ministro Gelmini "La riforma in salita dei test di medicina", sul Sole 24-ore del 10 novembre 2009. Per leggere la lettera cliccare: